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EIACULAZIONE PRECOCE

Si va dall'uso di sostanze anestetiche applicate direttamente sul pene (prilocaina, lidocaina) - che hanno però lo svantaggio di rendere più o meno insensibile l'organo maschile - alle terapie orali. Qualche successo è stato infatti ottenuto con gli antidepressivi inibitori del reuptake della serotonina (SSRI). È inoltre allo studio una nuova molecola, sempre appartenente al gruppo degli SSRI, la dapoxetina, che sembra avere una azione particolarmente spiccata nel rallentare i tempi dell'eiaculazione. Comunque si tratta di un farmaco ancora in fase di sperimentazione. Quando la causa è organica, si può prendere in considerazione la terapia chirurgica. Si tratta di un'operazione diretta ad eliminare l'esagerata sensibilità del pene senza agire sui grandi fasci nervosi e che non fa perdere la normale sensibilità penie- na. Si effettua in anestesia locale e dura meno di un'ora. In pratica consiste nell'eliminare una parte del prepuzio (circoncisione) e di incidere le ramificazioni periferiche sottoglandulari del nervo dorsale del pene, quelle che vanno a finire sotto il glande e sono responsabili dell'ipereccitabilità. Vengono anche cauterizzate le altre piccole diramazio-ni presenti tra il frenulo e il glande. Per alcuni giorni sarà necessario tenere un bendaggio e utilizzare una crema antibiotica per prevenire eventuali infezioni. Dopo circa un mese si può riprendere gradualmente la normale attività sessuale e verificare l'avvenuto miglioramento nel controllo dell'eiaculazione. Per un recupero pieno comunque, sarà necessario attendere almeno 2-3 mesi.

nim
13/06/2007

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