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IL DIABETE IN GRAVIDANZA

Il diabete gestazionale consiste in un'alterazione del metabolismo del glucosio e si verifica solo in gravidanza. Si tiene sotto controllo con la dieta e in casi limitati con il ricorso all'insulina.

Non ha quindi nulla a che fare con il diabete che è preesistente alla gravidanza e che nel corso dei nove mesi può complicarsi, dando origine a patologie anche complesse. Colpisce circa il 4-5% delle donne gravide ma, se si seguono tutti gli accorgimenti necessari, consente di portare avanti la gravidanza in tutta serenità e senza rischi né per la mamma né per il nascituro.

Durante i nove mesi alcuni ormoni prodotti dalla placenta ostacolano l’azione dell’insulina, una sostanza sintetizzata dal pancreas che ha il compito di regolare la concentrazione di glucosio nel sangue
È un processo del tutto naturale, al quale l’organismo in genere fa fronte senza alcun problema.

L'insulina agisce come una chiave che può aprire una porta sulla superficie di una cellula. Quando mangiamo, il pancreas rilascia insulina, che attaccandosi al recettore dell'insulina presente sulla superficie delle cellule consente l'ingresso di glucosio (zucchero). E' così che avviene il consumo efficiente di glucosio all'interno delle cellule. In termini semplici, la resistenza insulinica è la condizione che risulta quando alcuni fattori provocano una diminuzione del numero di recettori dell'insulina sulla cellula.


A volte però succede che in alcune donne con caratteristiche genetiche particolari, il pancreas non riesce a far fronte a questa necessità di produrre più insulina, per quanto riguarda la mamma, se il diabete gestazionale non è controllato, il bambino potrebbe crescere più del dovuto e questo può causare problemi al momento della nascita, con il rischio di un parto difficile e di emorragie materne post partum.
Per il bambino, il diabete gestazionale può provocare sofferenza fetale e problemi alla nascita legati sia al parto stesso (ad esempio distocia di spalla), sia ad un mal adattamento metabolico con gravi rischi di ipoglicemia, perché il neonato viene all’improvviso privato di certi livelli di zuccheri

Nella donna non diabetica, il pancreas si adatta e la secrezione di insulina aumenta con il procedere della gravidanza. Nella donna diabetica, i disturbi tendono ad aggravarsi con la gravidanza e si produce uno spontaneo accrescimento dello squilibrio glicemico. Se la donna diabetica non modifica le sue abitudini e il suo trattamento rischia di incorrere in tutti i disturbi legati al diabete mal compensato (ipertensione, ipoglicemia, danno alle arterie…), ma soprattutto, sottopone il feto a rischi importanti.
Per monitorare la glicemia, si fornisce alla futura mamma uno strumento portatile detto reflettometro, con il quale si misura la glicemia capillare direttamente da casa, basta prelevare una goccia di sangue dal dito 2-3 volte al giorno, secondo uno schema ben preciso. La glicemia così misurata deve essere inferiore a 90 prima dei pasti, inferiore a 120 a due ore di distanza dal pranzo.

Nella maggioranza dei casi, il diabete si riesce a mantenere sotto controllo con la dieta e il movimento. Solo in un 10% dei casi, è necessario il ricorso alla terapia con l’insulina.
Se invece la donna è già diabetica, la gravidanza è considerata a rischio, tuttavia essa può svolgersi senza alcun problema, a condizione che l'equilibrio glicemico sia il più perfetto possibile, sia al momento del concepimento, sia durante la gestazione. Saranno indispensabili quindi una sorveglianza rigorosa della glicemia, e un contatto regolare con il medico.



Per prevenire le malformazioni è ideale avere una glicemia equilibrata almeno tre mesi prima del concepimento, e un'emoglobina glicata normale al momento del concepimento. Bisogna perciò programmare la gravidanza con il medico, con il quale si potranno discutere tutti gli aspetti della gravidanza e al quale si potranno porre tutte le domande che si ritengono necessarie.

Naturalmente, il monitoraggio della glicemia è costante durante il parto, così come quello del bambino alla nascita. In seguito, il dosaggio di insulina verrà diminuito, dato che con l'espulsione della placenta cessa la produzione dell'ormone lattogeno placentare. Tuttavia, il ritorno alla normalità non è istantaneo, e il diabete potrà rimanere instabile per qualche settimana. Le donne sottoposte ad antidiabetici orali potranno ricominciare la terapia subito dopo il parto, salvo in caso di allattamento. In questo caso, la terapia sarà sospesa fino allo svezzamento del bambino. L'allattamento sotto insulina non pone invece alcun particolare problema.
Durante l’allattamento la glicemia diminuisce ulteriormente, in particolare di notte e nell’ora successiva alla poppata. Di conseguenza o si adegua il dosaggio dell’insulina o si supporta il calo glicemico con uno spuntino supplementare.
In conclusione le condizioni ottimali per una gravidanza in donne diabetiche si ottengono con un buon controllo preconcepimento ed uno stretto controllo durante la gravidanza. Va ricordato che purtroppo ancora il 30/40% delle gravidanze non sono “pianificate”. La corretta informazione alle giovani donne con diabete deve chiaramente affrontare queste problematiche al fine di abbattere “tabù” su quest’ argomento, consentendo così alle donne che voglio affrontare la gravidanza di poterlo fare coscientemente e consentire una più tranquilla maternità.

Redazione Nuovaitaliamedica
21/12/2016

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