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L’IDROSADENITE

L’idrosadenite suppurativa cronica (HS), anche nota come acne inversa o malattia di Verneuil, è una malattia infiammatoria cronica dovuta ad alterazioni del sistema immunitario che interessa l’epitelio del follicolo pilifero (o unità pilo-sebacea) e solo secondariamente le ghiandole sudoripare apocrine di ascelle, seno, glutei, inguine e regione perianale.
Una malattia dolorosa, invalidante, con andamento altalenante.
Come malattia a decorso cronico-recidivante, ha un impatto molto significativo sulla qualità di vita delle persone affette, a causa dell’intenso dolore, della suppurazione, dell’impotenza funzionale e delle lesioni maleodoranti.
L’infiammazione che la caratterizza provoca lesioni, noduli, foruncoli e ascessi. Ma non solo: ascessi, cisti e fistole – di dimensioni variabili – possono comparire ovunque nel corpo, compresi l’addome, la schiena e il collo, con esiti cicatriziali pesanti.
Le lesioni infiammatorie guariscono con cicatrici ipertrofiche e cordoni fibrotici, a volte importanti e in grado di compromettere la funzionalità del distretto anatomico.
Lo spettro di manifestazioni e di gravità clinica dell’HS è molto variabile: alcuni pazienti presentano l’interessamento di una singola regione corporea inversa da parte di noduli e ascessi sottocutanei, mentre in altri casi di malattia poli-distrettuale sono coinvolte più sedi corporee.
Piccoli noduli e punti neri sono le manifestazioni più lievi della patologia, mentre foruncoli ricorrenti, noduli di dimensioni maggiori sono le manifestazioni tipiche dei casi moderati/gravi. Il campanello d’allarme nel paziente dovrebbe scattare quando comincia a soffrire di ascessi recidivanti per più di sei mesi nelle zone delle pieghe del corpo.
La diagnosi della malattia si basa esclusivamente su criteri clinici, spesso viene confusa e curata come follicolite.
Cosa causi esattamente l’idrosadenite suppurativa non è chiaro. Alcune ricerche identificano una correlazione tra fumo e obesità, mentre altre ne hanno dimostrato la componente famigliare: circa un terzo delle persone affette da 
HS ha parenti con la stessa diagnosi. La prevalenza della malattia soprattutto in età giovanile suggerisce un possibile ruolo degli ormoni sessuali tra i fattori scatenanti, ma anche anomalie del sistema immunitario o della struttura del follicolo pilifero sembrano contribuire all’insorgenza dell’idrosandenite suppurativa.
Recenti studi epidemiologici hanno inoltre evidenziato una associazione tra HS e le componenti della sindrome metabolica, in particolare con l’obesità patologica, il diabete e l’insulino-resistenza.

La HS non è quindi una malattia infettiva, ma la sovra-infezione batterica può essere rilevante nel complicare la suppurazione cutanea durante le recidive infiammatorie.
Il fumo di sigaretta induce direttamente i fenomeni di ipercheratosi e infiammazione a livello dell’epitelio follicolare. L’obesità invece è associata sia ad un aumento dei fenomeni di frizione/trauma meccanico localmente a livello delle pieghe cutanee. Altri fattori aggravanti comprendono l’utilizzo di deodoranti e prodotti topici con potenziale irritante, l’eccessiva sudorazione correlata ai cambiamenti di temperatura, le alterazioni ormonali correlate al ciclo mestruale e l’aumento ponderale.
Difficile dire con esattezza quante sono le persone che ne soffrono, mancando veri studi epidemiologici sull’incidenza della patologia. Ma sappiamo che è una malattia dei giovani. Secondo alcune stime infatti soffrirebbe di HS almeno l’1% della popolazione adulta, soprattutto femminile (che si stima essere i tre quarti dei malati), con esordio intorno ai vent’anni, spesso durante la pubertà.

In molti casi la gestione terapeutica dell’HS è difficile, perché la maggior parte dei pazienti arriva all’osservazione dello specialista con una diagnosi tardiva e con un quadro cutaneo avanzato. Nell’HS di grado moderato-severo è richiesto inoltre un approccio combinato di tipo medico-chirurgico, con l’intervento coordinato dello specialista dermatologo e del chirurgo generale. Non si può guarire dall’HS ma ci si può curare.
Antibiotici antiinfiammatori, retinoidi, steroidi e interventi chirurgici (sia per le attività di drenaggio e asportazione delle lesioni che, nei casi più gravi, per la ricostruzione delle zone cutanee interessate) sono le principali terapie prescritte per la gestione della malattia. Per i pazienti però è in arrivo una nuova speranza: l’anticorpo monoclonale adalimumab, il primo e unico farmaco approvato per gli adulti con HS di grado da moderato a grave, efficace contro sintomi e dolore e capace di ridurre le recidive, appena approvato dalla Commissione europea.

Redazione Nuovaitaliamedica
07/04/2017

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