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EMBRIOGENESI

Ogni organismo umano nasce dalla congiunzione di due elementi cellulari (o gameti), notevolmente diversificati fra di loro, che sono:
- il gamete maschile (o spermatozoo) il quale, allo stato maturo, presenta una testa ovoidale ed appiattita, un piccolo restringimento detto collo ed un prolungamento filiforme, la coda o flagello, la cui straordinaria flessibilità ed estendibilità condizionano le possibilità dello stesso di risalire all'in terno della cavità uterina in senso antigravitazionale;
- il gamete femminile (o uovo), assai più voluminoso del precedente, di forma rotondeggiante, fornito di una robusta membrana delimitante (detta plasmalemma o zona pellucida) che racchiude la sostanza citoplasmatica (denominata ovoplasma) ed il nucleo (o vescicola germinativa).
Il fenomeno della congiunzione dei due gameti viene definito «fecondazione» e comprende l'insieme dei fenomeni che conseguono al contatto dapprima ed alla penetrazione poi, dello spermatozoo nell'ovulo; mentre la successiva proliferazione di quest'ultimo ne rappresenta la «segmentazione». Si presume che il contatto fra lo spermatozoo (contenuto nel seme maschile all'atto della eiaculazione che conclude il coito od accoppiamento) e l'uovo, migrato dall'ovaia, in seno alla cavità uterina, sia casuale; e questo anche se si è accertato che l'uovo maturo libera sostanze di natura glicoproteica - le ferti-lizine - capaci di attirare i movimenti di risalita intrauterina del gamete maschile. Il meccanismo che determina la pene¬trazione di quest'ultimo nella corrispondente struttura femminile è di natura chimica e non meccanica e si verifica in quanto lo spermatozoo emette, a sua volta, sostanze di natura enzimatica - le spermolisine - in grado di sciogliere, per contatto diretto, la membrana ovulare, consentendogli il passaggio attraverso di essa, fino all'interno dell'uovo, ove si innicchia completamente.
Una volta così penetrato, lo spermatozoo viene a perdere la sua corazza periferica, con liberazione del nucleo e suo aumento volumetrico per imbibizione: questo pronucleo maschile si avvicina alla vescicola germinativa dell'uovo (o pronucleo femminile) ed ognuno di essi duplica in tal modo il proprio corredo di ADN, mentre i cromosomi di entrambi si dispongono su di una linea orizzontale. A questo punto ha inizio la prima fase della mitosi (o duplicazione cellulare), per cui da una sola cellula ne derivano due - dette elastomeri - ciascuna con un doppio corredo cromosomico, metà paterno e metà materno.
II primo dei processi biologiciche conseguono dunque alla fecondazione è la segmentazione, che consiste in un susseguirsi irrefrenabile di mitosi cellulari : l'uovo fecondato è così in grado dì dare origine ad un nuovo individuo, attraverso una serie di processi quanto mai vari e complicati, che costituiscono appunto lo sviluppo embrionario. Questo fenomeno è difficile da definire tecnicamente in maniera molto semplice: con una sufficiente approssimazione, si può dire che esso consiste nell'aumento progressivo di peso e di dimensioni del nuovo individuo, vuoi per la continua neoproduzione delle sue cellule, vuoi per la ininterrotta assunzione di materiali nutritivi indispensabili al suo accrescimento.
ganoformative nei territori embrionari geneticamente appropriati per ciascuna di esse: e questo secondo un piano organizzativo iscritto già nelle strutture cellulari proprie, con particolare riferimento all'ADN. I tre foglietti primitivi o bastomerici sono così denominati:
- ectoderma (che è il più esterno dell'embrione) e da origine successivamente all'epidermide, alle cellule nervose, al l'ipofisi ed alla retina
- il mesoderma (a collocazione intermedia), che è responsabile dello sviluppo di gran parte del cosiddetto «mesenchìma», costituito da sostanza fondamentale di connettivo gelatinoso e da cellule stellate o fusate, riscontrabile in tutti i tessuti trofoconnettivali (fra cui il derma), nel tessuto muscolare liscio ed in quello striato, nonché negli elementi corpuscolati sia del sangue che della linfa
- l'endoderma (il più interno), da cui generano tutti gli epiteli
- o rivestimenti interni - sia del tubo digerente che dell'apparato respiratorio e delle vie urinarie, il fegato, il pancreas, gran parte della tiroide, il timo, la prostata, etc.
Fino alla 6° settimana di vita intrauterina la gonade è indifferenziata, e coesìstono i dotti dì Miiller e dì Wolff. Alla 6°-7° settimana il patrimonio genetico maschile (geni localizzati sull'Y) o femminile (geni localizzati sul
secondo X) attiva la produzione di induttori che portano alla differenziazione della gonade primitiva in testicolo od ovaio rispettivamente.
Nella femmina, dai dotti di Miiller si formano le tube, l'utero e la parte alta della vagina, mentre i dotti di Wolff vanno in atrofia. Affinchè ciò avvenga, non è necessaria la presenza dell'ovaio: v'è cioè una tendenza spontanea verso la femminilizzazione. Nel maschio, invece, i testicoli secernono una sostanza (polipeptide ormonico? certamente non il testosterone) che determina l'atrofia dei dotti di Miiller e la formazione dei deferenti e delle vescicole seminali dai dotti di Wolff, contrastando cosi la tendenza spontanea verso la femminilizzazione.
Fra l'8° e la 12° settimana si definiscono i genitali esterni. Anche in questo caso la.tendenza spontanea è verso la femminilizzazione, cioè verso la formazione di genitali esterni femminili, ma nel maschio i testicoli producono testosterone, che « devia » la differenziazione in senso maschile; se lo stimolo testosteronico agisce dopo la 12a settimana, il già avvenuto processo di femminilizzazione è irreversibile. Nelle settimane successive, fino alla nascita, la produzione di ormoni continua, ma con andamento decrescente. Circa un mese dopo la nascita le gonadi entrano in fase di quiescenza, per poi ridivenire attive alla pubertà, con il destarsi della neurocrinia sessuale specifica.

( A. P. )
9/29/2005

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