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MEDICINA E TECNOLOGIA

Un rapporto complesso

Era il 28 dicembre del 1895 quando Roentgen diede comunicazione alla Società fisico medica di Wurzburg della sua scoperta dei raggi X. Ed ecco, appena due settimane dopo, esattamente il 12 gennaio del 1896, il "Corriere della Sera" a cogliere con immediatezza la possibile applicazione di quei raggi nella pratica clinica: "... Con simile processo sarà agevole riconoscere la natura, l'mportanza delle fratture, le ferite delle armi, specie di quelle del fuoco. Nell'estrazione delle pallottole soprattutto il nuovo metodo di investigazione risparmierà al ferito il metodo attuale così tormentoso nel sondaggio operato a caso..."
La tecnologia quindi a fianco della medicina per aiutarla ad offrire cure migliori. Purtroppo, anche con i primi problemi correlati, come testimoniano le riflessioni di quel medico che, in pieno fervore tecnologico, definiva i suoi pazienti "gente davvero strana: si aspettano che gli guardiate la lingua e che gli prendiate il polso, e la maggior parte si aspetta che li auscultiate".
E il rapporto medico-paziente che subisce così i primi contraccolpi negativi dei successi tecnologici, alimentando una corrente di pensiero antiscientista per definizione.
Una corrente di pensiero che nell'indiscusso miglioramento dello stato di salute enfatizza il ruolo svolto dalle mutate condizioni di vita ambientali e sociali, considerando marginale Frazione diretta della medicina. Una posizione esasperata che vorrebbe far passare sotto silenzio il portato della innovazione tecnologica: L'anestesia, gli antibiotici, gli analgesici, gli anti infiammatori, la diagnostica di laboratorio, radiologica, ecc.
Che poi nel tempo ci sia stato uno sviluppo forse incontrollato di tecnologia del biomedicale è altro discorso e molto più serio. In effetti non c'è ombra di dubbio che nello straripare delle novità, costose, è sempre presente il rischio del superflua e dell'inefficace se non del dannoso. D'altra parte è un prezzo da pagare, inevitabile ma riteniamo controllabile. Ed è proprio in tale prospettiva, per contrastare tale rischio, e in linea con gli obiettivi della Evidence Based Medicine, che da parecchi anni
si è sviluppato quello spazio di ricerca multidisciplinare che va sorto il nome di Health 7-echnoiogy Assessment. Vaie 1a pena ricordare, a questo proposito, come già nel 1965 i1 Congresso degli Stati Uniti avesse istituito una commissione scientifica con il compito di fornire informazioni, a supporto della decisione politica in un ambito caratterizzato da enormi investimenti e contenuti tecnici estremamente specitîci come quello aeronautico. Ben presto la commissione, trasformata nel 1974 in ufficio del Congresso (Congressional Office of Technololgy Assessment) ha iniziato ad occuparsi di problematiche sanirarie dando il via alla ricerca in questo settore e alla nascita, nel 1995, della .Agency for Health Care Research and Quality americana. Quello della valutazione delle tecnologie è un settore che, ne siamo convinti, meriti un'attenzione veramente particolare. E nel nostro paese esistono già esperienze consolidate e network operativi di addetti ai lavori. Si tratta di una attività che non sarebbe male venisse condotta anche in sinergia con le imprese produttrici di tecnologie, trovando sul terreno dell'appropriatezza e nella lealtà e trasparenza di interessi legittimi proficue collaborazioni. In questo modo potrà essere facilitato il percorso verso una medicina che sia sostenibile per la comunità. E nell'obiettivo della sostenibilità economica vediamo i1 ruolo giocato dall'innovazione.

NIM
11/1/2005

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