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IVU

Ciprofloxacina:un azione "irresistibile"

Verrebbe da pensare che la terapia delle infezioni delle vìe urinarie non dovrebbe costituire un difficile problema, in quanto la maggioranza degli antibiotici viene eliminata attraverso le urine, spesso in forma ancora attiva. Tutti però sappiamo quanto la realtà sia differente, perché l'eliminazione urinaria dell'antibiotico non è condizione sufficiente a garantire l'attività terapeutica, e questo soprattutto per due ordini di motivi.
Per prima cosa l'antibiotico deve concentrarsi in misura elettiva nelle urine (o nei tessuti dell'apparato urinario), non essendo sufficiente un processo di escrezione passiva.
In secondo luogo deve possedere una bassissima tendenza a indurre resistenze batte-riche, resistenze che tra l'altro sono favorite dalle caratteristiche del mezzo ambiente.
Entrambi i requisiti non sono presenti in molti antibiotici e questo spiega l'interesse suscitato dai risultati conseguiti dal più giovane rappresentante della recente, e pur già affermata, famiglia dei Fluoro e hinoloni, la ciprofloxacina (Flociprin, IBI). Come altre molecole di questa classe, anche la ciprofloxacina ha esordito con notevole successo nella terapia delle infezioni delle vie aeree, in virtù di una biodisponibilità e di una capacità di diffusione e concentra-

zione molto elevate nei tessuti dell'apparato respiratorio e nelle secrezioni bronchiali. La vastità dello spettro d'azione, la buona tollerabilità e l'induzione praticamente nulla di resistenze sono stati fattori decisivi nell'orientamento terapeutico del medico ambulatoriale, il quale si è rapidamente accorto di poter disporre di un prodotto sicuro ed efficace, che lo mette al riparo da sorprese negative.
Le medesime garanzie, unitamente a una capacità di con-centrazione urinaria elevatis-sima (centinaia di volte superiore a quella sierica), al tropismo elettivo verso il tessuto renale e prostatico (è nota la difficoltà incontrata dalla maggior parte degli antibiotici a raggiungere queste sedi) fanno sì che anche le IVU costituiscano un campo d'azione preferenziale per la ciprofloxacina. Dato il frequente riscontro di resistenze batteriche in quest'ambito, giova ricordare che il meccanismo antibiotico della ciprofloxacina si avvale del blocco della DNAgirasi batterica, impedendo in tal modo l'induzione di resistenze plasmidiche che, com'è stato recentemente confermato, sono sempre più spesso le responsabili dell'insuccesso clinìco del trattamento e dell'andamento recidivante o addirittura cronico di molte infezioni.
Tra ì numerosi studi che confermano l'efficacia del farmaco vi è anche una poi ice n-trka italiana condotta in 9 centri Urologici su di un totale di 111 pazienti.
La risposta e Unica si è avvicinata al 100% di risultati favorevoli anche nelle situazioni più complesse e difficili (prostatiti, cistopieliti), mentre l'eradicazione batterica è stata ottenuta nel 93,6% dei casi.

Da notare che frequentemente i germi isolati appartenevano ai gruppi di quelli abitualmente considerati "difficili",come Pseudomona s Aeruginosa (86,4% di eradicazione) Proteus Op (92,3%). È da sottolineare l'ottimo risultato riscontrabile con il germ e picomune (ma non più banale), TE. coli (94,9%) il quale, nonostante l'apparente sensibilità a numerosi antibiotici, rappresenta spesso un problema proprio per la facilità con cui evolve in mutanti resistenti.


08/01/2007

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