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LA PAROLA "DENTI"

La parola "denti" spesso scatena in noi una valanga di emozioni, dal desiderio per dei denti diversi da quelli che abbiamo, alla frustrazione derivante dal ricordo dei denti persi, dalla paura del dolore che ci possono provocare, alla vergogna di scoprirli evitando addirittura di sorridere.

Viviamo oggi in un periodo d'eccellenza per quanto riguarda le cure dentali, facciamo otturazioni che non si notano, miglioriamo malocclusioni, raddrizziamo denti, facciamo impianti, protesi. Le industrie ci forniscono continuamente dei materiali migliori.

Ma oggi, la sola informazione che arriva al grande pubblico riguardante la salute della bocca e dei denti proviene dai spot pubblicitari dell'industria riguardanti dentifrici o sbiancamenti dentali, che naturalmente non possono essere le sole linee guida alla popolazione.

Nessuno spot pubblicitario o comunicato informativo sottolinea che è molto più importante il modo con cui si spazzolano i denti rispetto al dentifricio che si usa e che, addirittura, è possibile non usare per niente il dentifricio ed avere la bocca sana. Forse dipende dal fatto che il dentifricio costa circa cinquanta euro al litro?...

Nel tentativo di capire la direzione verso la quale bisogna orientare le persone oggi, periodo in cui le cure dentali sono costose e per molti inaccessibili, epoca in cui la vita media si allunga continuamente e la qualità della nostra vita dipende anche dalla nostra possibilità dì masticare bene e sorridere... per capire, dunque, dove orientarsi - ci conviene di dare un sguardo da dove veniamo, alle nostri origini.

Prima dello sviluppo dell'agricoltura, circa diecimila armi fa, periodo in cui è cominciata la formazione delle prime città, i nostri antenati, dalle loro origini, erano "cacciatori - raccoglitori". Passavano la loro vita, in piccoli gruppi, sempre in movimento, alla ricerca continua di cibo. La vita media era sintomo ai trent'anni. (La vita media nell’ ottocento si aggirava intorno ai cinquanta! ) Consumavano molta fibra, proteine quando erano fortunati, e pochi carboidrati a catena corta.
Perciò a proposito della loro salute dentale - avevano poche carie, i loro denti erano abbastanza consumati a causa dei cibi poco raffinati e non da malattia paradentale, era scarsamente presente. La perdita dentale dipendeva da cause accidentali e non da malattia paradontale, al contrario di quello che succede oggi. L'evoluzione dell'uomo è avvenuta in queste condizioni. La vita media di un uomo bastava per procreare e a far crescere i propri figli fino alla loro indipendenza. In queste condizioni i denti servivano perfettamente alle condizioni di vita degli individui.
Negli ultimi diecimila anni le condizioni di vita dell’ “uomo sapiens" sono cambiate radicalmente. Il cibo è diventato più raffinato e meno fibroso, assumiamo più zuccheri a catena corta e, soprattutto, dal punto di vista della salute della bocca, gioca un ruolo molto importante il fatto che la vita si sia allungata enormemente

La ragione per cui il fattore tempo è così importante dipende dalla semplice osservazione che la patologia cariosa e quella paradontale sono malattie degenerative ad evoluzione molto lenta. Perciò con una buona educazione è possibile tenerle sotto controllo.
Spesso quando spiego ai pazienti cosa devono fare per bloccare la malattia paradontale mi succede di sentire un commento rassegnato: anche il padre / madre del paziente soffrivano di piorrea. Ancora oggi ci sono molte persone che pensano che la caduta dei denti sia un processo fisiologico e non patologico, che sia normale che una persona adulta cominci a perdere denti e che si arrivi alla terza età con una protesi mobile in bocca. Spesso le persone raccontano con un senso di meraviglia di un parente o di un conoscente morti a cent'anni con tutti i denti in bocca.
Raccontano storie per avvalorare la regola ineluttabile che con il passare degli anni i denti cominciano a muoversi, poi, con l’aumento della loro mobilità, aumenta il dolore della masticazione in un crescendo che termina con il sollievo della loro estrazione. Tutto questo non ha senso.

I bambini spesso passano ore ed ore per imparare di fare un "rovescio" o migliorare un movimento di danza, ma nessuno gli spiega di migliorare la loro manualità nello spazzolamento dentale e che non si spazzola solo dove è "comodo" ma anche nei posti scomodi...
La natura della malattia paradontale e quella cariosa deve essere insegnata a tutti in modo che le persone potranno arrivare alla terza età con i denti propri.
Molti credono che la perdita dei denti dell'anziano sia come l'arrivo dei capelli bianchi o le rughe.

Io non so se in futuro ci sarà un protocollo per prevenire i capelli bianchi (oltre il vecchio rimedio della tinta o del taglio a zero...) o evitare altri acciacchi della terza età, ma arrivare alla vecchiaia con i denti propri in bocca si può!
Perciò, prima di parlare di argomenti interessanti come impianti, sbiancamenti o ortodonzia – penso che sia doveroso per un dentista seguire il suo paziente nella sua educazione all'uso dello spazzolino, del filo interdentale e, se necessario, anche dell'idropulsore, di collutori o di gel a base di clorexidina. Questa è la base della salute dentale da cui è possibile ripartire per parlare di cose veramente interessanti...

DR. GIORA FAIN MD
3/30/2009

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