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MOBILIZZAZIONE TRASVERSALE PROFONDA

terapia manuale

La terapia manuale che andremo ad analizzare non è molto conosciuta dal pubblico ma è molto efficace nel trattamento di patologie tendinee,legamentose e muscolari. Questa terapia permette di rompere le aderenze fibrose e di orientare la formazione delle fibre collagene riparatrici della lesione. Quando infatti un tessuto lesionato è in fase di riparazione, l'immobilità e l'infiammazione provocano la formazione di briglie aderenziali tra le fibrille muscolari, cioè una esagerata produzione di tessuto cicatriziale non elastico che andrà a limitare il range di movimento,diminuirà l'elasticità e manterrà una situazione di flogosi.
Per semplificare potremmo paragonare la fibra muscolare ad una corda lasciata distesa in una cantina per lungo tempo: la troveremmo dopo anni coperta di ragnatele. Poniamo il caso che queste ragnatele siano molto resistenti: noi avremmo difficoltà a muovere la corda perchè queste tenderebbero a tenerla ferma i tutte la direzioni. Con la MTP noi riusciamo a far si che il corpo crei del tessuto cicatriziale solo nella direzione voluta per riparare la lesione (in fase acuta), oppure rompere le aderenze che impediscono alla fibrilla muscolare di scorrere nella maniera giusta (in fase cronica, quando il trattamento non è stato eseguito in fase acuta). Mobilizzando i tessuti riusciamo anche a produrre un iperemia, che velocizza l'allontanamento delle sostanze che generano dolore e infiammazione, avendo quindi un importante azione analgesica e antiinfiammatoria. Inoltre abbiamo un effetto di iperstimolazione dei meccanocettori (implicati nella trasmissione del dolore) che inibiscono la propagazione dello stimolo doloroso. Non ultimo per importanza l'effetto di frantumazione di possibili piccoli ematomi che, non trattati, rallentano il riassorbimenti di edemi.
Questa tecnica è indicata nel caso di:
- lesioni muscolari recenti e croniche
- patologie tendinee con guaina e senza guaina
- lesioni legamentose recenti e croniche
- cicatrici

Lesioni muscolari: nelle lesioni muscolari recenti la mobilizzazione precoce aiuta molto nella prevenzione di aderenze cicatriziali.Quando c'è una lesione muscolare, infatti, il tessuto contrattile del muscolo viene distrutto e al suo posto viene prodotto del tessuto non contrattile che,come detto prima, può portare a dei problemi cronici sempre trattabli con la MTP.
Patologie tendinee: nelle patologie dei tendini con guaina la MTP va a ristabilire il corretto scorrimento del tendine all'interno della sua guaina alterato dalla lesione o dall'infiammazione. Nei tendini sprovvisti di guaina le lesioni possono essere a livello del corpo del tendine o nel punto di inserzione col muscolo (entesiti). Con entrambe la MTP ottiene ottimi risultati.
Lesioni legamentose: nelle lesioni croniche avremo una manualità più decisa, vigorosa e duratura per poter rompere le aderenze di vecchia data. Nelle lesioni più recenti avremo un trattamento superficiale, più delicato e di durata inferiore perchè le aderenza saranno più fragili.
Cicatrici:ottimo risultato per lo scollamento della cute dal sottocute, anche in abbinamento con le altre tecniche, sia per cicatrici in formazione (dal momento in cui si tolgono i punti la zona è già trattabile) che su cicatrici vecchie.

Tecnica di esecuzione
La mobilizzazione trasversale profonda è una terapia manuale basata su mobilizzazioni dei tessuti superficiali (cute,sottocute), tendini, legamenti e inserzioni tendinee, eseguite dal terapista mediante l'applicazione di una forza trasversale effettuata con i polpastrelli delle dita. Per la corretta esecuzione della terapia è necessaria una precisa diagnosi e valutazione della patologia del paziente: non bastano le classiche diagnosi, per esempio, di "periartrite" o "gonartrosi" (che spesso sono veloci generalizzazioni di un problema specifico), ma serve sapere quale tendine e in che punto c'è o ci sono le lesioni o i problemi che portano il paziente a rivolgersi da uno specialista. Il terapista, tramite test sui movimenti attivi, passivi e contro resistenza, valuterà se la lesione è a livello delle strutture inerti o contrattili e se è singola o multipla.
Individuato il problema in maniera precisa si passa alla terapia vera e propria. Il trattamento ideale deve essere il più possibile precoce per prevenire le aderenze cicatriziali. La mobilizzazione trasversale profonda, a livello tecnico, consiste nel posizionare il dito del terapista nel punto in cui si è individuata la lesione e nell'applicare una forza perpendicolare frizionando in senso trasversale all'asse principale le fibre sottostanti. L'esecuzione prevede una zona limitata, ristretta e precisa,l'ampiezza della frizione e la profondità della manovra variano a seconda del tipo di lesione riscontrata e l'esperienza, unita alla sensibilità del terapista, è fondamentale per bilanciare il corretto dosaggio della forza e della direzione della manovra. Il terapista deve anche posizionare la zona da trattare in maniera che la tecnica abbia la massima efficacia; ad esempio per tendini e legamenti si deve tenere una posizione di tensione mentre per le strutture muscolari è necessario il massimo rilassamento. Le sedute hanno tempi di durata variabili a seconda del problema (da 10 a 20 minuti) e una frequenza che può essere, giornaliera, bisettimanale o a giorni alterni.
Le controindicazioni a questi trattamenti sono le calcificazioni e le ossificazioni dei tessuti molli, problemi di coagulazione del sangue, ferite aperte nella zona da trattare, borsiti e versamenti di liquidi, compressioni nervose.
I casi di più frequente applicazione sono individuati nelle lesioni della cuffia dei rotatori della spalla e articolazione acromion-claveare (da sovraccarico funzionale, microtraumi ripetuti da lavoro o sport), contratture e fibrosi nella zona cervicale (post-trauma o incidente con immobilizzazione,classico il colpo di frusta da tamponamento), capo lungo del bicipite,epicondilite ed epitrocleite (più noti come gomito del tennista e del golfista), sindrome di De Quervain (dolore alla base del pollice e irradiato nelle zone vicine), lesioni alla muscolatura della coscia fino all'inguine, tendine rotuleo e patologie varie del ginocchio, traumi al polpaccio, distorsione della caviglia, tendinopatia e riabilitazioni del tendine achille.
La mobilizzazione trasversale profonda è molto importante per la velocizzazione della risoluzione di lesioni muscolo tendinee e per garantire al paziente il massimo risultato riabilitativo in abbinamento a tutte le tecniche di fkt necessarie per il completo programma rieducativo prescritto dal medico: ginnastica attiva, passiva e contro-resitenza, massaggi, terapie strumentali e la neurostimolazione interattiva (la recente ed efficacissima tecnica messa a punto dall'ingegneria spaziale per la cura degli astronauti).


Luca Baccini
Massofisioterapista - Massaggiatore
Specializzato in neurostimolazione interattiva
Specializzato in MTP Cyriax Method

Luca Baccini
10/22/2009

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