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IL FETICISMO

Per feticismo si intende lo spostamento dell'interesse sessuale dalla persona viva ad un suo sostituto:una parte del corpo stesso,una qualità, un indumento, o qualsiasi altro oggetto, che diventa quindi un feticcio. Praticamente qualsiasi cosa può diventare oggetto di venerazione per il feticista e quindi, il feticista è colui che prova attrazione sessuale per qualcosa che fuoriesce dai canoni della sessualità tradizionale.
La presenza del feticcio diviene una condizione indispensabile per raggiungere l'orgasmo,quindi è per questo motivo che il feticismo in sessuologia è ritenuto un disturbo, in quanto impedisce una libera vita sessuale rendendo il soggetto dipendente dall'oggetto o da qualsiasi altra cosa sia oggetto del suo feticismo.

Ogni caratteristica fisica ed ogni qualità psichica possono fungere da feticcio nei primi stadi del feticismo.I feticci più comuni sono capi di vestiario (in particolare biancheria intima), prodotti in gomma (come gli impermeabili) e articoli correlati ai piedi (calze velate, scarpe da donna) Ogni parte del corpo, ogni secrezione corporea (sangue, sperma, sudore, feci, orina ecc.) nello stadio intermedio. Ogni indumento, ogni oggetto essere collezionabile nel terzo stadio. Molti feticisti nutrono un forte interesse per le formazioni e mutilazioni e, sempre in quest'ambito, per le persone deformi e menomate.
A questi livelli ovviamente il disturbo si considera patologico e chi ne è affetto non riesce più a condurre una vita, perlomeno sentimentale-sessuale normale e richiede quindi una terapia psicologica-sessuologica mirata.
Se il disturbo poi si trasforma in ossessione, quanto più maniacale sarà l'ossessione sessuale, tanto minore sarà il soddisfacimento. Ma anche l'inverso: meno soddisfacimento procura l'ossessione, più maniacale diventa l'ossessione stessa.
Ci sono i due trattamenti possibili per feticismo: terapia cognitivo-comportamentale e psicanalisi.

Per quanto riguarda la psicoterapia, durante il trattamento comportamentale il terapeuta potrebbe focalizzarsi sul condizionamento aversivo che si basa sull’associazione di sensazioni negative a stimoli che in precedenza producono attrattiva. Lo scopo è quello di sostituire una precedente risposta positiva allo stimolo con una risposta d’ansia o una reazione d’aversione.


Una variante della tecnica aversiva utilizza solo l’immaginazione dello stimolo negativo per mezzo della quale la persona immagina situazioni inappropriate che trova eccitanti e immagina anche di provare nausea o vergogna nei confronti di ciò che sente e agisce

Alla terapia comportamentale si abbinano interventi che hanno come scopo l'addestramento delle abilità sociali e l’addestramento al controllo degli impulsi sessuali.

NuovaItaliaMedica.it
2/11/2011

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