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La fangoterapia

La fangoterapia è una pratica terapeutica effettuata mediante l’applicazione di fanghi. Questi sono delle melme che scaturiscono da una commistione tra una parte solida, che è argillosa, ed una parte liquida, che è un’acqua termale, e vengono usati sotto forma di impacchi.

La fangoterapia sfrutta gli effetti benefici che l'organismo trae dall'applicazione del fango termale. Numerosi studi clinici ne hanno dimostrato l'efficacia sia a breve che a lungo termine, con riduzione del consumo di farmaci analgesici e antiinfiammatori sulle persone che soffrono di malattie delle articolazioni quali l'artrosi e l'osteoporosi.

A seconda della qualità della parte solida o liquida e a seconda dell’azione terapeutica, i fanghi vengono suddivisi in vari tipi. Osserviamo così che, per quanto riguarda i fanghi che hanno una componente liquida, essi si dividono in: fanghi solforosi, clorurati, salso-iodici, arsenicati, ferruginosi. Nella maggior parte dei centri di cure termali sono usati quelli sulfurei e quelli clorurati.
I fanghi termali si utilizzano per azione esterna. Si applicano cioè spalmandoli sul corpo e sfruttandone l’azione diretta Grazie alla sua notevole capacità termica, il fango cede uniformemente calore all'organismo durante tutta la durata della seduta. La cessione del calore è altresì favorita dalla sua plasticità e dalla adesività alla superficie cutanea.

Il fango curativo è un composto formato da una parte di argilla (parte solida), miscelata con una componente microbiologica, entrambe disciolte in acqua salso-bromo-iodica litiosa. Questo prodotto è il risultato di un processo di maturazione che si svolge nell’arco di 60 giorni all’interno di speciali vasche in continuo contatto con l'acqua termale. In tal modo i granuli di argilla subiscono delle rilevanti trasformazioni, per cui, nel corso del processo di macerazione, essi si caricano delle proprietà chimiche e chimico-fisiche dell’acqua minerale in cui erano immersi.

L'applicazione del fango termale maturo è un metodo di trattamento delle malattie reumatiche in fase non acuta, molto diffuso e riconosciuto per la sua efficacia nella risoluzione della sintomatologia dolorosa e per il contenimento della reazione infiammatoria che accompagna il processo di deterioramento della cartilagine.

Un ciclo classico di fangoterapia prevede 12 sedute da effettuarsi nell'arco di 2 settimane; l'efficacia terapeutica del fango può essere completata dall'abbinamento alla balneoterapia termale e ai massaggi.
La seduta di fangoterapia si compone di quattro momenti terapeutici:spalmatura di fango caldo ( circa 40° ), bagno termale, reazione sudorale, massaggio ad azione tonificante .

Una volta che gli è stato applicato il fango, il paziente rimane per 15-20 minuti avvolto da lenzuola e da coperte che impediscono la dispersione del calore e contribuiscono ad attivare il meccanismo della sudorazione.
Queste applicazioni devono essere ripetute quotidianamente per dodici giorni con un giorno di intervallo (o diversamente secondo la prescrizione del medico termalista).

Talvolta, al quinto-sesto giorno di cura si può manifestare nel paziente uno stato di malessere definito "crisi termale" ma che non ha alcuna rilevanza ai fini del risultato delle cure. Quest'ultima è caratterizzata da stanchezza, insonnia e qualche volta da un lieve aumento della temperatura corporea. Nel periodo del trattamento si consiglia di aumentare l'assunzione di liquidi e sali minerali (acqua, tè, succhi di frutta, frutta fresca e verdure crude) e di ridurre l'attività fisica e l'esposizione al sole.

Attraverso la fangoterapia vengono trattate le malattie dell'apparato locomotore e in particolare i reumatismi extra-articolari, le cervicalgie e lombalgie di origine reumatica, l'osteoartrosi e altre forme degenerative. L'applicazione del fango è possibile solo dopo una prescrizione precisa ed il controllo del medico termalista e solitamente è localizzata, ossia interessa solo aree limitate del corpo.
Sono principali controindicazioni l’età avanzata, le malattie della pelle, le varici e le tromboflebiti, le manifestazioni emorragiche quali ulcera gastrica ed ulcera duodenale, le cardiopatie, l’epilessia, la gravidanza, le gravi nefropatie, la fase mestruale, le artropatie acute.

Nessuna controindicazione nell'applicazione del fango in sede di protesi metalliche articolari, né di placche a vite per osteosintesi.

Nim
7/12/2011

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