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LA CHIRURGIA GENITALE

Non sappiamo quali siano i canoni che consentano di stabilire come debba essere l’organo sessuale femminile ideale, ammesso che effettivamente esista qualche parametro valido, ma sappiamo che il 5% degli interventi di chirurgia plastica richiesti dalle donne italiane riguardano proprio la chirurgia intima.
Gli interventi possibili sono: modellazione delle grandi o delle piccole labbra, liposuzione del pube, restringimento vaginale, esposizione del clitoride e ricostruzione dell’imene.
Di gran lunga il più popolare intervento cosmetico per i genitali femminili è la riduzione delle piccole labbra (o labiaplastica, come anche viene chiamata) che viene eseguita per ridurre i fastidi dovuti alle eccessive dimensioni delle piccole labbra in numerose attività sportive (ciclismo, ippica, motociclismo…), o nel rapporto sessuale, oltre che per l’imbarazzo in presenza di un partner.
Il normale processo d’invecchiamento può alterare lentamente anche tutta la zona delle piccole labbra che possono apparire rilassate in maniera più o meno accentuata. Talvolta invece possono presentarsi ipertrofiche per ragioni congenite.

L'operazione si svolge in anestesia locale in day-hospital eliminando il tessuto in eccesso avendo l'attenzione di correggere in maniera simmetrica e non eccessiva, perché le piccole labbra hanno la funzione di proteggere sia l'orifizio vaginale che l'apertura dell'uretra.
Dopo l'asportazione si applica una sutura di tipo riassorbibile.
L'intervento dura circa un'ora e la paziente medicata può ritornare subito a casa.
Le cicatrici sono praticamente invisibili e la sensibilità, dopo la convalescenza, non viene modificata ed i risultati sono stabili e duraturi.

A puri fini estetici invece si può procedere per aumentare il volume delle labbra, siano esse grandi o piccole tramite infiltrazione con filler di acido ialuronico o selffilling, prelevando il grasso direttamente dalla pancia o dall'interno cosce della paziente.

Altri interventi esclusivamente estetici sono la liposuzione del pube, in cui vengono ridotti l'eccesso di grasso e diminuita la sporgenza del pube e l’esposizione clitoridea che a lungo andare può però causare desensibilizzazione della zona.
Il restringimento vaginale è invece adatto soprattutto in presenza di lacerazione post partum in cui anche la sensibilità vaginale viene compromessa a causa di un'apertura vaginale ingrandita o asimmetrica.
Un caso a parte è la richiesta di ricostruzione dell’imene, intervento in cui i lembi lacerati dell’ imene vengono riaccostati e suturati, creando una situazione simile a quella precedente al primo rapporto sessuale
La chirurgia plastica genitale va comunque proposta solo in quei casi in cui c’è un bisogno clinico evidente e deve essere effettuata da medici che abitualmente svolgono tali tipi di procedure.

nim
11/16/2011

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