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IL MORBO DI DE QUERVAIN

Il morbo di De Quervain, malattia che prende il nome dal chirurgo svizzero che la descrisse, è un'infiammazione della guaina che riveste due dei tendini che fanno muovere il pollice della mano.
Questi tendini lavorano come dei lunghi tiranti contenuti in una guaina, che partendo dall'avambraccio ed attraversando muscoli ed altri tessuti, giungono al primo dito. L'infiammazione fa aumentare lo spessore e restringe l'apertura della guaina. Ciò riduce lo spazio a disposizione per lo scorrimento dei tendini, che quindi fanno attrito con la guaina stessa. Il dolore si può estender a livello del polso soprattutto facendo il pugno,afferrando e stringendo oggetti o ruotando il polso, poiché una causa comune del morbo di De Quervain è la tenosinovite, ovvero l'infiammazione ed edema dei tendini che si trovano nel polso dal lato del pollice.
Il morbo di De Quervain è legato ad una predisposizione anatomica dei tendini ed a fattori scatenanti come per esempio attività ripetitive (sovraccarico funzionale).
La malattia si presenta spesso in persone che eseguono movimenti violenti o molto ripetitivi con il polso. La malattia di De Quervain colpisce solitamente le donne tra i 30 e i 60 anni ed è frequente nei musicisti, nelle signore dedite al cucito e al ricamo, in chi usa molto il mouse o la tastiera del computer e nelle mamme, specie nell'ultimo periodo dell'allattamento, quando il bimbo diventa pesante. .
Il Morbo di De Quervain non è infrequente trovarlo associato ad una sindrome del tunnel carpale o al dito a scatto.
Il sintomo principale è il dolore al margine radiale del polso e lungo il dorso del pollice.
A volte il dolore si diffonde verso l'avambraccio e peggiora nei movimenti di presa, come nell'aprire un barattolo, strizzare un panno, o girare una chiave.Il paziente nota un rigonfiamento a livello del polso associato a dolore che rende difficoltoso il movimento del pollice e del polso stesso molti pazienti infatti credono che questo ispessimento sia dovuto alla comparsa di "un ossicino” che prima non c'era. Piuttosto frequente è il formicolio al dorso del pollice.
La diagnosi si basa sulla descrizione dei sintomi, che sono molto caratteristici.
Può essere utile un'ecografia, mentre la radiografia è inutile, poiché non mostra alcuna alterazione. Una prova molto utilizzata si esegue facendo stringere il pollice all'interno delle altre dita chiuse a pugno e contemporaneamente chiedendo al paziente di inclinare il polso nella direzione opposta a quella del pollice.
Nelle fasi iniziali il trattamento è conservativo e consiste nella sospensione temporanea delle attività manuali responsabili dello stimolo meccanico a livello del canale in associazione all'utilizzo di un tutore di posizione ( e di un ciclo di terapia con anti-infiammatori) che immobilizza il polso e parte del pollice permettendo comunque gran parte delle attività manuali quotidiane.

E' possibile inoltre praticare un'infiltrazione di cortisone direttamente nel canale dei tendini infiammati. I trattamenti conservativi elencati risolvono la sintomatologia dolorosa nel 70% dei pazienti

Lo scopo del trattamento in questa patologia è quello di eliminare il dolore, restituire il normale scorrimento dei tendini. Quando le terapie non sortiscono alcun effetto, si passa all'intervento chirurgico che
viene effettuato con l'anestesia di tutto l'arto ed in Day Hospital, ha una durata di circa 15 minuti. L'operazione consiste nell'aprire la guaina tendinea che si è ristretta, così da eliminare l'attrito tra guaina e tendini.Dopo l'intervento la mano ed il pollice vengono immobilizzati in una stecca di gesso o untutore rigido per 10-12 giorni. Trascorso questo tempo vengono asportati i punti e si inizia un breve programma di riabilitazione della mano
Si può riprendere il lavoro in 7-10 giorni nel caso di lavoro di concetto, in 20-30 giorni nel caso di lavoro manuale pesante. I rischi legati all'intervento (fortunatamente molto rari) sono principalmente: la formazione di una cicatrice dolorosa (che però in genere migliora in 3-6 mesi), la lesione chirurgica (o in corso d'intervento) di un ramo nervoso (soprattutto nel caso di decorsi anatomicamente anomali) o vascolare e le infezioni.

Nim
11/16/2011

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