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La biopsia del cuoio capelluto

Nel caso in cui si sospetti un disordine del cuoio capelluto o la diagnosi del problema che colpisce ai capelli non sia certa,può essere necessario effettuare una biopsia del cuoio capelluto.
La biopsia rientra nelle tecniche mediche invasive e può darci indicazioni sul bulbo del capello, sulle alterazioni dell'epidermide e del derma associate, sulla struttura del follicolo; consiste in un esame istologico che mira per esempio a verificare se vi siano processi infiammatori o alter situazioni che possano causare la distruzione dei follicoli portando alla caduta dei capelli.
Ferite profonde, radioterapia e cicatrici possono danneggiare lo scalpo così come infezioni fungine, batteriche o virali e disordini autoimmuni, che analogamente provocano la caduta dei capelli.
Si effettua prelevando una piccolissima porzione di cuoio capelluto, in anestesia locale, attraverso uno specifico apparecchio (microtomo), che penetra nel tessuto asportandone un cilindretto di 4-6 mm di diametro. Il prelievo deve essere effettuato in un’area in cui la caduta dei capelli sia particolarmente attiva, allo scopo di poter studiare il ciclo pilifero in tutta la sua complessità . Questa piccola porzione di pelle è quindi esaminata al microscopio e dal punto di vista istologico.
La biopsia consente la valutazione di parametri quali la densità follicolare, il rapporto anagen/telogen e le percentuali di follicoli terminali. Tale indagine può essere impiegata per la diagnosi di alopecie non cicatriziali,il lupus discoide, lichen piano pilaris, follicolite decalvante, l'alopecia androgenetica e l'alopecia areata, dove lo studio del follicolo dà la possibilità di individuare i markers della patologia in esame.

Nim
28/11/2013

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