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L’INFLUENZA DEI MEDIA SUI PROCESSI INTELLETTIVI E MNESTICI

Contributo di Ricerca

La relazione tra memoria e media assume configurazioni complesse legate anche ai repentini sviluppi tecnologici che trasformano le caratteristiche dei media e impongono un occhio aperto e lucido su tali trasformazioni; sicuramente i medium sono degli strumenti molto importanti che hanno potenziato moltissimi aspetti della nostra società, dalla comunicazione, alla ricerca, alla terapia, alla medicina, per citarne alcuni.
Oggi un obiettivo importante della ricerca è capire se esista realmente un’influenza esercitata dai media sulle componenti cognitive e la sua eventuale portata.
L’influenza esercitata dall’esposizione al pc ai processi di memoria rappresenta sicuramente un argomento di indagine rilevante vista l’importanza dei processi di memoria nella realtà di vita degli individui.
L’obiettivo di questo studio è stato analizzare le eventuali differenze tra alti e bassi fruitori del pc rispetto due parametri cognitivi: intelligenza e memoria.
La selezione del campione è stato effettuata mediante la somministrazione di un questionario sull’uso dei media; in seguito sono stati selezionati i soggetti con i valori estremi di fruizione del computer: la fascia di esposizione più alta e quella più bassa.
In particolare, inizialmente si è indagato se esistessero differenze significative tra alti e bassi fruitori del pc rispetto all’intelligenza, misurata sia nelle componenti statiche che in quelle dinamiche. Successivamente si è valutata l’eventuale esistenza di significative differenze rispetto alla memoria, valutando diverse componenti di questa: la componente verbale della working memory, la memoria semantica, sia a breve termine che a lungo termine ed infine, un indice di clusterizzazione, cioè di raggruppamento dei vari indici semantici per evidenziare le eventuali differenze tra i due gruppi.
Hanno preso parte allo studio 304 soggetti di età compresa tra i 16 e i 20 anni.

Il 65 % (198 soggetti) di questo campione è costituito da individui di sesso femminile; il 35 % (106 soggetti) da individui di sesso maschile. L’età media è di 17 anni.
Grafico n°: 2. Ripartizione del campione in relazione all’età (val.%).
A questo gruppo iniziale sono stati somministrati due strumenti:
- “Matrici Progressive di Raven” per misurare l’ampiezza delle abilità mentali.
- “Questionario sull’uso dei media”, costruito con l’obiettivo di esplorare le abitudini mediatiche generali degli intervistati.
In seguito sono stati selezionati 44 soggetti appartenenti alle categorie “bassi” e “alti” fruitori. Nello specifico, 21 soggetti appartenenti alla classe bassi fruitori del mezzo e 24 facenti invece parte della classe alti fruitori del mezzo.

media ore pc
A tutti i membri di questo campione selezionato sono stati somministrati gli altri strumenti, quali:
- TIP. “Test di intelligenza potenziale”.

Si tratta di un test che, oltre a misurare i risultati ottenuti nelle varie prove, prevede anche una procedura di insegnamento all'interno della situazione test, la quale consente di valutare il livello di sviluppo potenziale e di scongiurare il rischio di ottenere erroneamente risultati inferiori alla media non a causa di un reale problema intellettivo ma di un possibile svantaggio socioculturale.
- “Reading span test” che valuta la componente verbale della memoria a breve termine.
- “Prova di memorizzazione e categorizzazione”, per la misurazione della componente semantica della memoria a breve e a lungo termine e per esaminare la capacità di categorizzazione.

Conclusioni
L’obiettivo di questo lavoro era determinare se esistessero differenze significative tra alti fruitori del pc e bassi fruitori del pc rispetto due importanti parametri: intelligenza e memoria.

Rispetto all’ intelligenza, misurata nelle sue componenti sia statiche che dinamiche, non sono state riscontrate delle differenze significative tra soggetti molto esposti al pc e soggetti poco esposti.
L’analisi dei dati ha infatti mostrato che a prescindere dal quantitativo di tempo trascorso al computer i soggetti presentano prestazioni intellettive pressocchè sovrapponibili.
Per quanto riguarda invece de differenze studiate in merito al parametro memoria i dati emersi risultano molto interessanti.
Infatti, indici mnesici analizzati risultano differenziare le performance delle persone molto esposte al pc rispetto a quelle poco esposte al computer. Ciò era già emerso in altri studi (Fabio, Antonietti, 2004).
In particolare, dall’analisi dei dati è emerso che soprattutto la componente verbale della memoria a breve termine e l’indice di categorizzazione sempre della memoria a breve termine risultano essere superiori nei bassi fruitori.
La spiegazione potrebbe essere legata al fatto che chi fa uso del computer e di Internet si avvale di immagini, caselle di testo, classificazioni, che forniscono un aiuto alla memoria. Probabilmente l’utente non ha necessità di “sforzare” la memoria in quanto il computer rappresenta già un ausilio in questa direzione.
Un altro fattore causale che può essere invocato a spiegazione di questo risultato è la dispersione o distrazione a cui spesso si abbandona chi naviga in Internet. Ciò significa che, probabilmente, l’individuo che trascorre molte ore esposto al pc, presta meno attenzione all’analisi degli stimoli anche nella vita quotidiana e questo può inficiarne le prestazioni.
In conclusione, senza assumere un approccio demoniaco rispetto i mezzi di comunicazione di massa che sempre più diventano protagonisti della realtà umana, è indubbia l’importante influenza che essi esercitano su ormai tutti gli aspetti della nostra esistenza, determinando un’importante “adattamento” degli stessi processi cognitivi. E, ciò, con tutti i suoi risvolti, porta con, indubbiamente, degli importanti cambiamenti, sia di ordine positivo, sia di ordine negativo.

Dott. Fabiola Arimatea
1/23/2015

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