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LA CHIRURGIA RICOSTRUTTIVA ONCOPLASTICA

Il volto riveste un ruolo fondamentale nella nostra vita di relazione e rappresenta purtroppo la sede più frequentemente interessata dalla insorgenza di insorgenza di tumori della pelle.

La Chirurgia Oncoplastica Facciale consiste nella associazione di tecniche chirurgiche demolitive, in grado di offrire la massima radicalità oncologica, con moderne tecniche di chirurgia plastica ricostruttiva che consentono di ottenere risultati estetici di gran lunga migliori rispetto agli interventi chirurgici ricostruttivi tradizionalmente effettuati per l'asportazione dei tumori cutanei del volto. Adattando infatti tecniche di chirurgia estetica per la asportazione di epiteliomi localizzati in particolari sedi del viso, si può addirittura pianificare un miglioramento cosmetico rispetto alle condizioni di partenza .In questi casi l'asportazione di una neoplasia del volto può divenire una occasione per migliorare l'estetica generale del volto o di alcune unità estetiche come ad esempio la piramide nasale (chirurgia ricostruttiva estetica del volto).

Quasi il 95% degli interventi per l'asportazione di neoplasie cutanee possono essere eseguiti in anestesia locale con o senza la associazione di una sedazione dei pazienti per via endovenosa o orale. Il ricorso all'anestesia generale solitamente è giustificato nel trattamento di lesioni estese, in pazienti poco collaboranti o qualora si rendano necessarie procedure diagnostico-terapeutiche supplementari complesse.
La chirurgia oncologica maxillo-facciale tratta però anche una molteplicità di forme tumorali, più frequentemente a livello del cavo orale (mandibola, osso mascellare, lingua, palato, pavimento orale, ect.), ma anche a livello cutaneo, orbitario e craniofacciale (tumori a partenza dalla faccia con estensione verso l’encefalo o viceversa).

Il tumore più rappresentato è il carcinoma squamocellulare (90% circa dei casi), seguito dall’osteosarcoma, dai tumori delle ghiandole salivari e altre forme più rare.

L’approccio diagnostico e terapeutico moderno richiede la presenza di un’equipe specializzata comprendente il chirurgo, l’oncologo ed il radioterapista. Completano il team il patologo orale, il protesista, il radiologo, il logopedista, il fisioterapista e lo psicologo.

Per il carcinoma squamocellulare il trattamento iniziale è generalmente chirurgico e prevede una fase demolitiva (del tumore e dei linfonodi cervicali) e quasi sempre una fase ricostruttiva nell’ambito dello stesso intervento chirurgico.

L’accento sulla fase ricostruttiva dipende dalla sensibilità e capacità dell’operatore, ma è evidente che solo un forte impegno in tal senso permette di ottenere il miglior risultato estetico e funzionale (fonazione, masticazione, deglutizione) e garantire quindi la miglior qualità di vita possibile al paziente.

Le malformazioni facciali del paziente possono anche essere dovute a esiti di traumi del volto (regione orbitaria, zigomatica, frontale, mascellare e mandibolare ), limitazione nei movimenti di apertura della bocca; malocclusione dentaria per incoordinazione basi ossee mascellare e mandibolare, ecc. Mediante l’utilizzo di vari tipi di materiali autologhi, eterologhi o alloplastici, e previo adeguato studio radiologico, è possibile effettuare interventi di innesto osseo sul mascellare e sulla mandibola in modo da consentire applicazione di impianti osteo-integrati e successiva riabilitazione protesica.

Molto frequenti sono gli interventi di chirurgia funzionale e ricostruttiva della piramide nasale destinati al trattamento di patologie respiratorie (settorinoplastiche funzionali), deformità del dorso e della punta del naso spesso post-traumatiche, esiti di labiopalatoschisi, perforazioni del setto nasale, revisioni di pregressi interventi.

Redazione NuonaItaliaMedica
1/29/2015

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