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LA CARBOSSITERAPIA

Nel nostro organismo, l'anidride carbonica è prodotta dal metabolismo cellulare, viene immessa nel circolo sanguigno ed espulsa con la respirazione polmonare, dove viene scambiata con l'ossigeno, pertanto risulta atossica. Tra gli effetti più importanti dell’anidride carbonica (ad esempio maggiore ossigenazione e rivascolarizzazione dei tessuti, aumento del metabolismo e rigenerazione cutanea), quello che ci interessa di più in questo caso è sicuramente la stimolazione del rilascio dei fattori di crescita, i quali sono responsabili della stimolazione dei bulbi dei capelli atrofizzati nella caduta dei capelli e nella calvizie.

La carbossiterapia prevede l’utilizzo di anidride carbonica medicata e sterile, e viene immessa nel nostro corpo mediante delle micro-iniezioni con aghi molto piccoli e sottili. E’ una procedura che solo un medico autorizzato può effettuare, in quanto sono molto importanti sia le dosi che la profondità a cui viene iniettata. La somministrazione di CO2 avviene attraverso piccole iniezioni sottocutanee del gas per mezzo di uno specifico ago calibrato alla giusta profondità.


Il fine è quello dii dare una maggiore ossigenazione e rivascolarizzazione dei tessuti, un maggior flusso sanguigno e un aumento del metabolismo locale, con enormi effetti rigenerativi sulle cellule cutanee, riducendo infatti l’asfissia del cuoio capelluto, con conseguente iperossigenazione e immediato nutrimento al bulbo pilifero.

La terapia ha un ruolo importante nel trattamento della calvizie ed è un valido aiuto per contrastare la caduta dei capelli indipendentemente dal sesso, (uomini o donne) dai fattori predisponenti e dal grado di compromissione.
E’ fondamentale rispettare la cadenza dei cicli di trattamento e il numero degli stessi per avere risultati visibili, ma a differenza di altre metodiche in questo caso, è sufficiente per il mantenimento una seduta ogni trimestre, quindi 4 volte all’anno.


Non vi è alcun rischio dovuto alla terapia, tuttavia, è preferibile non effettuare il trattamento in casi di: insufficienza cardiaca cronica, insufficienza respiratoria cronica, insufficienza renale cronica, insufficienza epatica cronica, anemia grave, diabete mellito, assunzione di metformina o altri inibitori dell'anidrasi carbonica,gravidanza.

Redazione NuonaItaliaMedica
30/06/2015

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