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IL VIRUS DELLA ZANZARA ZIKA

Il virus Zika è un virus trasmesso dalle zanzare, parente stretto del virus Dengue. È stato
inizialmente isolato nel 1947 da una scimmia rhesus nella foresta di Zika (Uganda), ed è endemico in alcune zone dell’Africa e dell’Asia, ma è balzato recentemente agli onori della cronaca per un’epidemia che si sta manifestando in Sud-America (tra cui il Brasile, sede dei prossimi mondiali di calcio) e per qualche caso anche in Nord-America (Stati Uniti e Canada).
Ad oggi i paesi a rischio sono: Brasile, Colombia, El Salvador, Guiana francese, Guatemala, Haiti, Honduras, Martinica, Messico, Panama, Paraguay, Puerto Rico, Repubblica Dominicana, Suriname, e Venezuela.
La malattia è causata dal virus Zika, per il quale non c’è cura o vaccino, ma non è molto grave: di solito non causa sintomi particolarmente preoccupanti, febbre non molto alta, eruzioni cutanee (puntini rossi sul corpo), dolori a muscoli e articolazioni, mal di testa e talvolta congiuntivite. I sintomi durano un paio di giorni o al massimo una settimana ed è molto raro che sia richiesto un ricovero in ospedale, salvo non ci siano particolari complicazioni. Non tutti manifestano sintomi. Sono frequenti anche sintomi quali dolori muscolari, dolori articolari eventualmente con gonfiore (tipicamente a carico delle piccole articolazioni delle mani e dei piedi), cefalea, dolore tra gli occhi e congiuntivite. Poiché i sintomi sono spesso lievi, l’infezione può passare inosservata o diagnosticata erroneamente come Dengue.
Nel caso di donne in stato di gravidanza però, si sospetta che la malattia possa portare a malformazioni del feto, come la microcefalia.
La microcefalia è una malformazione che porta a uno sviluppo più contenuto del cranio rispetto al normale, con deficit di crescita che interessano anche il cervello.
Pertanto alle donne in gravidanza (qualunque trimestre) si consiglia di prendere in considerazione il fatto di rimandare viaggi in zone in cui sia in corso la trasmissione del virus. Se viaggiare in tali aree è necessario, consultare prima il medico e attenersi strettamente alle regole di prevenzione delle punture di zanzare durante il viaggio. Per le donne che stanno cercando di rimanere incinta si consiglia, prima di intraprendere il viaggio, di consultare il medico riguardo al tentativo di rimanere incinta e il rischio di contrarre l’infezione da virus Zika.
Quando infetta l’organismo, lo Zika si lega alle membrane cellulari e vi fa penetrare il suo RNA in modo da colonizzare le cellule e replicarsi più rapidamente .Come avviene con molti altri virus, l’organismo innesca una serie di reazioni immunitarie – a partire proprio dalla febbre – per fermare l’infezione e arginare la moltiplicazione del virus. Il periodo di incubazione è tipicamente di 2-7 giorni, ma la malattia provocata da questo virus è asintomatica nel 25% dei casi.
C’è stata una segnalazione di possibile diffusione del virus tramite trasfusione del sangue, mentre sembra confermata la capacità del virus di contagiare attraverso contatti sessuali, da uomo a donna (ma i CDC confermano che in caso di concepimento durante il rapporto che ne ha determinato il contagio non sussistono rischi per il feto).
Esistono vari metodi diagnostici, come l’identificazione dell’acido nucleico del virus, il suo isolamento e prove sierologiche. L’identificazione del virus Zika tramite tali metodi può essere eseguita su campioni di saliva o urina ottenuti nei primi 3 – 5 giorni dall’insorgenza dei sintomi o su siero prelevato nei primi 3 giorni.
Non sono al momento disponibili né vaccini né farmaci per la prevenzione o il trattamento delle infezioni da Zika.
Se affetti dall’infezione è opportuno cercare di evitare punture di zanzare durante la prima settimana della malattia, in quanto il virus può essere trovato nel sangue e contagiare altri individui, veicolato dalle zanzare.
A oggi non sono noti casi di pazienti morti a causa del virus Zika, proprio perché i sintomi causati dalla malattia sono quasi sempre blandi e passano entro pochi giorni. Le cose si potrebbero complicare nel caso di un’epidemia su scala maggiore dell’attuale, ma questo vale per molte altre malattie virali.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di informarsi bene prima di viaggiare verso paesi in cui sono stati segnalati molti casi di febbre di Zika. Per ora l’OMS non ha comunque emesso particolari restrizioni sulla circolazione di cose e persone da e verso i paesi in cui sono stati registrati più casi di malattie da virus Zika.

Redazione Nuovaitaliamedica
2/4/2016

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