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ENDOCRINOLOGIA: GLI ORMONI DOPO LE VACANZE E LA SINDROME DA RIENTRO

Per “sindrome da rientro” si intende quel senso di nervosismo, agitazione, affaticamento, preoccupazione, svogliatezza che si avverte al ritorno da un periodo di vacanza, che non va confuso con la depressione stagionale, anche se un ulteriore suo sintomo può essere l'abbassamento dell'umore.

Ulteriori sintomi psico-fisiologici che si presentano non appena si rientra in città possono essere sonno disturbato, ipersudorazione, tachicardia, forte stanchezza, facile irritabilità, problemi di alimentazione, emicrania, ansia diffusa e stress.

Tale disagio è dovuto in gran parte agli ormoni, adrenalina e cortisolo sono i cosiddetti ormoni dello stress, prodotti dai surreni, ghiandole che si trovano sopra i reni. Al rientro, dopo il relax delle vacanze, bisogna rimetterli in circolo. Bisogna però avere un po’ di pazienza e superare i primi giorni di spossatezza perché tutto passi e generalmente, se si rimane entro certi limiti spazio-temporali, può essere considerato un fatto normale, in virtù del fatto che il riprendere le proprie attività richiede all'individuo energie sia psicologiche che fisiche di riadattamento e di riavvicinamento alla vita quotidiana.

Nel periodo di vacanza diminuisce la produzione di certi ormoni e la velocità di certi neurotrasmettitori. In specifico scende sensibilmente il livello degli ormoni legati all'attivazione e allo stress come adrenalina e cortisolo.

A volte, al rientro da un periodo di vacanza, ci può essere addirittura una temporanea amnesia circa le consuete abitudini e stili di vita, come se la amente e il corpo volessero agevolare il riposo e proteggersi dalla vita frenetica che ci vede tutti i giorni protagonisti.

Se il quadro sintomatologico della sindrome da rientro permane più di qualche giorno, è consigliabile effettuare prima di tutto una visita endocrinologica perché se i sintomi si prolungano ed aumentano la loro intensità possono trasformarsi in disturbi d'ansia o disturbi dell'umore e quel punto sarà inevitabile rivolgersi ad uno psichiatra per una valutazione approfondita.

Redazione Nuovaitaliamedica
9/13/2016

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