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L'ALLERGIA AI TATUAGGI

Il tatuaggio è una moda diffusissima tra persone di tutte le età e di entrambi i sessi. Da molti anni a questa parte, quella del tatuatore è una vera e propria professione, pertanto si è persa l’abitudine di farsi tatuaggi in maniera casalinga rischiando infezioni e lesioni di vario tipo, tuttavia rimane il problema delle possibili reazioni allergiche che si possono manifestare da un punto di vista dermatologico come vere e proprie lesioni eczematose a distanza di poche settimane o anche di alcuni anni dalla inoculazione del pigmento.
Sempre più di frequente si registra un aumento dei casi di allergie, prurito, formazione di cisti e arrossamenti a distanza di giorni, mesi e anche anni dal primo tatuaggio. Oltre al peggioramento di alcune malattie croniche della pelle come psoriasi e una anomala associazione fra la sarcoidosi, una malattia autoimmune che si presenta con granulomi ma che può anche evolvere negli organi interni, e questi inchiostri.
Il motivo va ricercato nella composizione dei tattoo che è cambiata, gli inchiostri moderni contengono coloranti azoici, gli stessi usati nell'industria tessile, della stampa e nelle vernici delle automobili e pigmenti derivati della plastica. Questi composti si trovano nei colori rossi brillanti, corallo e gialli.

I pigmenti di colore rosso contengono solfuro di mercurio il responsabile in genere di queste reazioni allergiche, che sono dimostrabili con appositi test, detti test epicutanei. I pigmenti di colore giallo (a base di solfuro di cadmio) sono più spesso responsabili di reazioni foto-indotte, caratterizzate da insorgenza di edema ed eritema dopo esposizione alla luce del sole.
Le reazioni ai pigmenti per creare i colori verde, blu e nero sono invece di riscontro meno frequente; tuttavia bisogna ricordare che i tatuaggi verdi possono contenere potassio bicromato, che può dare reazioni allergiche; lo stesso si può dire per i tatuaggi blu che contengono cobalto.
Questi inchiostri interagiscono con la pelle e provocano complicanze anche sconosciute, incluse infezioni micobatteriche atipiche. Le reazioni della pelle possono anche essere confuse con il carcinoma squamo cellulare oppure nascondere il melanoma che viene così diagnosticato in ritardo. I tatuaggi possono provocare infezioni come epatiti B e C
Oltre ai pigmenti colorati, negli inchiostri sono stati rilevati anche ma un'elevata quantità di metalli pesanti come nichel, cromo e cobalto, oltre a nanoparticelle della dimensione inferiore ai 100 micron che penetrano nella pelle e la cui sicurezza è ignota.
In definitiva si può dire che i tatuaggi neri sembrano essere i più sicuri oltre che più facilmente eliminabili con la laserterapia Q-Switch.

Redazione Nuovaitaliamedica
21/12/2016

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