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L’importanza della prevenzione

I dati evidenziano che il 30-40% dei giovani maschi di età compresa tra i 16 e i 18 anni presentano una patologia “andrologica". Quelle più frequenti sono il varicocele, la fimosi, l'idrocele, l'ipospadia, il tumore del testicolo, eiaculazione precoce.

Si è parlato recentemente dell'ipotesi di reintroduzione della leva obbligatoria e proprio strettamente legato a questo argomento vogliamo parlare dell’importanza della prevenzione in ambito andrologico.
Alle visite mediche militari dei tre giorni i medici fornivano ai ragazzi informazioni circa formazione dei genitali, sulle problematiche e l'igiene, sulle malattie sessualmente trasmesse, sul varicocele e sull'infertilità. Riguardo la sfera sessuale maschile e sulle malattie trasmissibili, ma anche sulla salute della prostata, si sono fatti passi avanti ma ancora non c'è la cultura di andare dall'andrologo o dall'urologo per una visita di controllo come invece fanno le donne con il ginecologo.
I dati evidenziano che il 30-40% dei giovani maschi di età compresa tra i 16 e i 18 anni presentano una patologia “andrologica". Quelle più frequenti sono il varicocele, la fimosi, l'idrocele, l'ipospadia, il tumore del testicolo, eiaculazione precoce.

Già a partire dai 12-13 anni ogni ragazzo dovrebbe effettuare una valutazione andro-urologica. Sono molti i giovani che a questa età già lamentano piccoli malesseri, o che sono disorientati di fronte al loro corpo in trasformazione. Ad esempio, sarebbe importante apprendere la corretta autopalpazione dei testicoli, conoscere le malattie sessualmente trasmissibili e le modalità per prevenirle, apprendere l’uso corretto del profilattico, ma anche imparare a riconoscere i primi sintomi di infezioni urinarie o varicocele.

Ma il dato forse più preoccupante è che anche gli uomini adulti non si rivolgono all’andrologo, o lo fanno solo in casi estremi e di particolare urgenza. La prevenzione dei disturbi della sfera uro-andrologica è un aspetto che l’uomo italiano invece, un po’ per vergogna, un po’ per ignoranza, tende a sottovalutare ad esempio alcuni disturbi urinari (minzioni più frequenti, anche notturna, getto di urina ridotto, presenza di sangue nelle urine etc.), per trovarsi poi a dover trattare in modo spesso aggressivo, patologie che potevano essere trattate e risolte fin dall’esordio in modo più leggero.
Altre volte, di fronte ad un problema erettile o di eiaculazione precoce, il maschio rimane in silenzio, fa finta di nulla, non ne parla con la partner né tantomeno con un medico. Poi, questi che erano dei semplici disturbi occasionali, scatenano un circolo vizioso di ansia e sintomi che rende ancor più complicato e difficile ritrovare la serenità sessuale.

La prevenzione corretta deve iniziare durante la prima adolescenza, quando i ragazzi escono dalla fase di assistenza pediatrica. In assenza di problemi o fastidi specifici, si può seguire il seguente calendario di visite andrologiche: primo appuntamento tra i 14 e i 16 anni, secondo appuntamento tra i 18 e i 20, terzo appuntamento tra i 35 e 40 anni.

Per quanto riguarda i pazienti più giovani, va detto che durante il controllo specialistico viene effettuato un semplice esame fisico dell'uomo per controllare: le condizioni generali di salute e distribuzione pilifera, lo sviluppo dei genitali, la consistenza e la sensibilità dei testicoli, la misura del pene e lo stato delle mammelle.

Nel caso la visita specialistica faccia sorgere dubbi, lo specialista consiglierà delle analisi più approfondite quali esami ormonali, delle urine e del liquido seminale; spermiogramma per verificare la fertilità del seme, spermicoltura per la presenza di germi nello sperma, ecografia scrotale con ecocolordoppler dei testicoli.

Dalle statistiche è emerso che per un ragazzo su dieci è necessario un piccolo intervento chirurgico non urgente per le patologie riscontrate (varicocele, ernia inguinale, idrocele, fimosi, frenulo corto); per un ragazzo su cento è emersa la presenza di una patologia (pene curvo congenito) che il ritardo diagnostico può riflettersi nella sfera sessuale; ancora un ragazzo su 100 presenta testicoli di volume estremamente ridotto per cui si rende necessaria una visita più approfondita per verificare la presenza di malattie più gravi. Altro dato su cui riflettere è che solo il 33% dei diciottenni maschi usa sempre il profilattico.

Al di là delle visite regolari di prevenzione ci sono alcuni segnali che devono suggerire, ai genitori del ragazzino o all'uomo stesso, la necessità di un controllo. Per esempio quando compare una sensazione di fastidio nell'area genitale, quando il bambino/ragazzo ha spesso la mano sul pene e lo tira, quando c’è fastidio specifico ai testicoli e quando ci si accorge che i testicoli non sono uguali o non sono asimmetrici.
La visita con l’andrologo quindi deve essere affrontata con serenità e diventare per ogni uomo un appuntamento annuale fisso per prevenire ed evitare che piccoli disturbi si trasformino poi in grossi problemi.

Redazione Nuovaitaliamedica
10/09/2018

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