HOME - TRICOLOGIA

La caduta dei capelli dopo l’estate

Al ritorno dalle vacanze estive si manifesta spesso una caduta intensa, più normale del solito, che si prolunga per qualche settimana; in alcuni soggetti questa caduta si manifesta un po’ più tardi, con l’inizio della stagione autunnale.

Al ritorno dalle vacanze estive si manifesta spesso una caduta intensa, più normale del solito, che si prolunga per qualche settimana; in alcuni soggetti questa caduta si manifesta un po’ più tardi, con l’inizio della stagione autunnale.

Le alte temperature, prima di tutto, favoriscono una maggior perdita di acqua attraverso le ghiandole sudoripare del cuoio capelluto che pertanto si può seccare e irritare fino a desquamarsi e provocare prurito e fastidio; il calore, inoltre, favorisce l’apertura delle squame della cuticola che riveste lo stelo rendendo i capelli più suscettibili alla rottura; infine, il sale del mare e il cloro della piscina tendono poi a seccare ulteriormente i capelli che diventano perciò ancora più fragili.

Anche l’esposizione ai raggi solari espone il nostro cuoio capelluto ad uno stress ossidativo superiore rispetto ad altri periodi dell’anno; a ciò si sovrappone il ricambio fisiologico dei capelli che coincide con l’avvento della stagione autunnale.

I danni dei raggi solari non si vedono immediatamente come può essere per la pelle, ma si vedono a lungo andare perché a seconda del tipo di capelli e dei trattamenti subiti, il sole agisce più o meno in profondità, favorendo la liberazione di radicali liberi e tossine che alterano la cheratina e di conseguenza la struttura del capello.

Un capello inaridito, secco e rovinato non è necessariamente sintomo di problemi di calvizie e caduta di capelli, perché un conto è la salute del fusto del capello, altra cosa è la salute del follicolo pilifero.

La caduta di capelli, anche dopo la stagione estiva, è un evento fisiologico e naturale, che di solito tende a tornare nella normalità in poche settimane, diversa cosa invece se notiamo che la caduta non è omogenea.

Infatti, mentre l’effluvio interessa indiscriminatamente tutti i capelli del nostro cuoio capelluto, la calvizie androgenetica interessa invece esclusivamente l’area superiore del cuoio capelluto e le tempie.

Questo vale principalmente per i soggetti maschi di età giovane compresa tra i 16 e 25 anni, età nelle quali si manifestano generalmente le forme più aggressive e con evolvere più rapido di calvizie androgenetica.

E’ consigliata quindi una visita di controllo da uno specialista medico tricologo, con la conseguente diagnosi, per escludere qualsiasi carattere androgenetico di una caduta che non sia stagionale, per intervenire fin da subito nel modo corretto.

Redazione Nuovaitaliamedica
10/09/2018

Archivio articoli Nim

Gli articoli di nuova italia medica



Ricevi i nostri feed, clicca qui


NUOVAITALIAMEDICA CONSIGLIA DI VISITARE: